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Il ‘taggatore‘ seriale.

Rimango disgustato da alcuni commenti di persone che ieri alla notizia della cattura del più ricercato ‘imbrattatore’ d’Europa hanno attaccato la polizia municipale, il grandissimo gruppo dei NAD, difendendo a spada tratta chi ha DEVASTATO ogni bene pubblico che aveva a portata di mano con la sua bomboletta spray, con adesivi e qualsiasi cosa che potesse vandalizzare ogni angolo di Roma e non solo.
Lo definiscono ‘artista’, io lo definisco un bimbo minchia.
Un’artista esprime qualcosa, esprime bellezza, un messaggio, anche a volte non comprensibile, ma sempre costruttivo, che fa ragionare, pensare, amare etc. Bansky è altro, perdonatemi. Non si può paragonare.
Questo signore esprime il nulla, esprime il concetto opposto di comunità, di bene comune.
Esprime devastazione e disagio.
Chi scrive il suo nome ripetutamente e ovunque o scrivendo un ‘tag’ ha problemi psicologici di inserimento in società,
è come gridare al mondo: ehi io sono qui, non mi vedete?
Si ti vediamo purtroppo,
spero tu risolva i tuoi conflitti interiori magari aiutato da qualcuno,
però non ti è concesso sporcare e insudiciare ogni cosa, perché vivi in una comunità e devi rispettare un muro appena pulito, un monumento, i cartelli stradali, qualsiasi cosa, per il rispetto di tutti. Perché si spendono tantissimi soldi per ripulire e molte persone si impegnano giornalmente per ripulire le vostre ‘creazioni’, associazioni e volontari che donano il loro tempo per restituire bellezza.
Spero che pagherai ogni centesimo per tutti i danni che hai creato.
A quelli che ti difendono dico: offrite il muro di casa vostra, poi ne riparliamo.

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Click day o ‘arraffa’ day?

Oggi è andato in scena il famoso click day per il bonus mobilità, con molte difficoltà iniziali il sito non ha retto l’enorme afflusso di persone che hanno cercato in tutte le maniere di accaparrarsi lo sconto del 60% con un rimborso massimo di 500 Euro per il buono mobilità.

Leggo ovunque tantissimi commenti critici sul metodo,

sui problemi che ci sono stati,

sull’opportunità o meno di elargire soldi in queste cose futili, futili secondo alcuni dementi con limitate capacità cognitive, in questo momento così delicato.

Non ho letto però da nessuna parte un’autocritica strutturata sul nostro comportamento che forse ci dovremmo porre come popolo.

Mi immagino la Svezia come paragone, ma forse è troppo, mi chiedo cosa avrebbero fatto loro.

Questo buono dovrebbe essere utilizzato per MUOVERSI nelle città in maniera diversa, sostenibile, alternativa alle automobili.

Dovrebbe incentivare, insieme alle politiche di mobilità di ogni città, l’uso alternativo alla scatoletta di metallo.

Oggi erano collegate contemporaneamente oltre 600.000 mila persone,

600.000 persone che dovrebbero muoversi in città o nei paesi in maniera sostenibile.

Li vedremo mai? Ho molti dubbi.

Chi di queste persone lo farà veramente?

Chi dopo aver ricevuto il rimborso od ottenuto il voucher userà la nuova bicicletta o il nuovo monopattino elettrico?

Ho tante conoscenze nel mondo delle due ruote,

persone che hanno già un mezzo di trasporto(si la bici è un mezzo di trasporto), persone che magari non avevano bisogno del buono, persone che pur di avere qualcosa, ‘arraffano’ nel senso più consumistico della parola.

Si perché non basta avere, serve avere ancora di più.

E quindi tutti in fila ad intasare la linea, non importa che questa sete all’accaparramento tolga a qualcun altro, che probabilmente aveva più bisogno di noi.

No a quello proprio non ci si pensa,

si inveisce sul sito che si blocca perché c’è il rischio di pagarsi per intero la quinta o sesta bicicletta.

C’è il rischio che il papà benestante lasci la bici fiammante dei figli in garage senza essere rimborsato.

E’ un bonus mobilità, non è Natale.

Questo è un patto, tra lo Stato e il cittadino.

Ti do i soldi ma tu in cambio ti muovi in maniera diversa.

E’ un modo per aiutare le persone a cambiare stile di vita, non a pagarsi le bici nuove per tenerle in soffitta o in garage tra polvere e ragnatele, è un invito ad usarle giornalmente, non di usarle la domenica al parco.

Tu che stai richiedendo i soldi, lo farai? Lascerai a casa l’automobile?

Ci lamentiamo che il sito oggi è andato in tilt, io mi lamenterei della nostra triste realtà.

Non ci basta mai nulla e se c’è da prendere, si prende senza pensare,

l’importante è ‘arraffare’.

Si chiede di cambiare ma anche da questo si vede se un popolo sta cambiando.

E purtroppo la mia sensazione è che ci voglia ancora tanto tempo.

Buone pedalate, soprattutto a quelli che hanno deciso di farlo, davvero.