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I soldi del recovery valgono una crisi

Purtroppo prima c’era il bevitore dell’acqua del Po,

ora c’è questo personaggio che minaccia di ritirare i ministri e sicuramente domani lo farà.

Aprendo una crisi in piena emergenza sanitaria.

Ci risiamo.

Ci sono riusciti nuovamente,

sono riusciti a spolparci, a far parte dei loro sporchi giochi, ma non potevamo fare altro.

Purtroppo, per una legge elettorale infame,

che non ci ha permesso di governare con una stabilità numerica che non abbiamo mai avuto e che non potevamo avere, siamo di nuovo al punto di partenza.

Ci ritroviamo ancora una volta in balia di questi squali della politica.

Siamo nelle mani di un partito che ha il 2% ma che tiene l’Italia in bilico.

Ci sono i soldi del recovery, ci sono soldi che fanno gola,

sono tanti.

Ci sono mani impastate ovunque.

C’è la politica quella sporca, quella che gioca con la salute e il futuro del nostro paese.

Che non guarda in faccia nessuno.

Non c’è la politica quella vera, quella dei territori, quella della gente per la gente.

Non c’è più.

Siamo al ricatto.

Non c’è più la politica, quella che mette ogni singolo parlamentare davanti al fatto che sono li dentro per una missione, per servire il proprio paese e mettere l’interesse pubblico davanti ai propri interessi.

C’è una crisi per i sporchi fottutissimi soldi.

Sono amareggiato, soprattutto perché si sta cercando di buttare giù un presidente del consiglio che non esisteva da anni.

Una figura rispettata, che finalmente riportava l’Italia ai vertici europei, che è riuscito a gestire una situazione mai gestita da nessuno e molto meglio dei suoi colleghi mondiali,

una persona stimata dalla maggior parte degli italiani,

nonostante il caos che questo virus ha creato nella nostra nazione.

Rabbrividisco all’idea di chi possa venire dopo.

Noi non molliamo come cittadini, ma questi maledetti li dobbiamo cacciare con il voto democratico, la prossima volta pensateci bene quando ci saranno le elezioni.

Io non li voglio più vedere. Spero anche voi

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2021 – Buona vita, non buon anno!

Domani entreremo nel nuovo anno.

Un nuovo anno pieno di speranza.

E tutte le nostre speranze si aggrapperanno ad un semplice numero.

Ma un numero non potrà mai

Influenzare la nostra vita, i nostri sogni, noi siamo gli artefici di tutto, a noi ci dobbiamo affidare.

La bellezza della vita è anche in questi momenti, nei momenti difficili.

Anzi molto spesso, nelle difficoltà,

Vi è quella scintilla che porta al cambiamento.

E‘ nei momenti bui e difficili che la vita delle persone rinasce, un aquilone vola controvento.

Non dobbiamo mai smettere di lottare per

Tutto quello che ci fa battere il cuore.

Un anno brutto, un giorno, un periodo difficile, fanno parte della nostra vita.

Non smettiamo mai di lottare, con fiducia,

Ogni giorno per un futuro migliore. Buona vita e non ‘buon anno’, in fondo è solo un numero.

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Il silenzio assordante

Non mi pesano le parole di disprezzo verso una donna di questo personaggio, mi pesa il silenzio di molti. A lui sono abituato

Dalle TV, ai giornalisti, agli opinionisti, ai parlamentari, ai molti che sono rimasti in silenzio.

Quando si parla di violenza sulle donne non è solamente violenza fisica, la maggior parte delle volte avviene con le parole.
Parole che a volte sono pesanti apprezzamenti, pesanti supposizioni e come in questi caso sminuenti e dispregiative.

Non possiamo abituarci, non possiamo farle passare, mai.

A chiunque vengano rivolte.

Serviva una risposta ferma che non c’è stata, qualcuno, che ringrazio, lo ha fatto, gli altri purtroppo no.

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Il ‘taggatore‘ seriale.

Rimango disgustato da alcuni commenti di persone che ieri alla notizia della cattura del più ricercato ‘imbrattatore’ d’Europa hanno attaccato la polizia municipale, il grandissimo gruppo dei NAD, difendendo a spada tratta chi ha DEVASTATO ogni bene pubblico che aveva a portata di mano con la sua bomboletta spray, con adesivi e qualsiasi cosa che potesse vandalizzare ogni angolo di Roma e non solo.
Lo definiscono ‘artista’, io lo definisco un bimbo minchia.
Un’artista esprime qualcosa, esprime bellezza, un messaggio, anche a volte non comprensibile, ma sempre costruttivo, che fa ragionare, pensare, amare etc. Bansky è altro, perdonatemi. Non si può paragonare.
Questo signore esprime il nulla, esprime il concetto opposto di comunità, di bene comune.
Esprime devastazione e disagio.
Chi scrive il suo nome ripetutamente e ovunque o scrivendo un ‘tag’ ha problemi psicologici di inserimento in società,
è come gridare al mondo: ehi io sono qui, non mi vedete?
Si ti vediamo purtroppo,
spero tu risolva i tuoi conflitti interiori magari aiutato da qualcuno,
però non ti è concesso sporcare e insudiciare ogni cosa, perché vivi in una comunità e devi rispettare un muro appena pulito, un monumento, i cartelli stradali, qualsiasi cosa, per il rispetto di tutti. Perché si spendono tantissimi soldi per ripulire e molte persone si impegnano giornalmente per ripulire le vostre ‘creazioni’, associazioni e volontari che donano il loro tempo per restituire bellezza.
Spero che pagherai ogni centesimo per tutti i danni che hai creato.
A quelli che ti difendono dico: offrite il muro di casa vostra, poi ne riparliamo.

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Click day o ‘arraffa’ day?

Oggi è andato in scena il famoso click day per il bonus mobilità, con molte difficoltà iniziali il sito non ha retto l’enorme afflusso di persone che hanno cercato in tutte le maniere di accaparrarsi lo sconto del 60% con un rimborso massimo di 500 Euro per il buono mobilità.

Leggo ovunque tantissimi commenti critici sul metodo,

sui problemi che ci sono stati,

sull’opportunità o meno di elargire soldi in queste cose futili, futili secondo alcuni dementi con limitate capacità cognitive, in questo momento così delicato.

Non ho letto però da nessuna parte un’autocritica strutturata sul nostro comportamento che forse ci dovremmo porre come popolo.

Mi immagino la Svezia come paragone, ma forse è troppo, mi chiedo cosa avrebbero fatto loro.

Questo buono dovrebbe essere utilizzato per MUOVERSI nelle città in maniera diversa, sostenibile, alternativa alle automobili.

Dovrebbe incentivare, insieme alle politiche di mobilità di ogni città, l’uso alternativo alla scatoletta di metallo.

Oggi erano collegate contemporaneamente oltre 600.000 mila persone,

600.000 persone che dovrebbero muoversi in città o nei paesi in maniera sostenibile.

Li vedremo mai? Ho molti dubbi.

Chi di queste persone lo farà veramente?

Chi dopo aver ricevuto il rimborso od ottenuto il voucher userà la nuova bicicletta o il nuovo monopattino elettrico?

Ho tante conoscenze nel mondo delle due ruote,

persone che hanno già un mezzo di trasporto(si la bici è un mezzo di trasporto), persone che magari non avevano bisogno del buono, persone che pur di avere qualcosa, ‘arraffano’ nel senso più consumistico della parola.

Si perché non basta avere, serve avere ancora di più.

E quindi tutti in fila ad intasare la linea, non importa che questa sete all’accaparramento tolga a qualcun altro, che probabilmente aveva più bisogno di noi.

No a quello proprio non ci si pensa,

si inveisce sul sito che si blocca perché c’è il rischio di pagarsi per intero la quinta o sesta bicicletta.

C’è il rischio che il papà benestante lasci la bici fiammante dei figli in garage senza essere rimborsato.

E’ un bonus mobilità, non è Natale.

Questo è un patto, tra lo Stato e il cittadino.

Ti do i soldi ma tu in cambio ti muovi in maniera diversa.

E’ un modo per aiutare le persone a cambiare stile di vita, non a pagarsi le bici nuove per tenerle in soffitta o in garage tra polvere e ragnatele, è un invito ad usarle giornalmente, non di usarle la domenica al parco.

Tu che stai richiedendo i soldi, lo farai? Lascerai a casa l’automobile?

Ci lamentiamo che il sito oggi è andato in tilt, io mi lamenterei della nostra triste realtà.

Non ci basta mai nulla e se c’è da prendere, si prende senza pensare,

l’importante è ‘arraffare’.

Si chiede di cambiare ma anche da questo si vede se un popolo sta cambiando.

E purtroppo la mia sensazione è che ci voglia ancora tanto tempo.

Buone pedalate, soprattutto a quelli che hanno deciso di farlo, davvero.

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Tafazzi? Sono io…

Ciao,

io voto NO

perché meno parlamentari equivale a meno rappresentanza territoriale. perché ad esempio a Bolzano si è presentata la Boschi, classico esempio di deputato vicino al mio territorio.

Voto NO,

Anche se non conosco il nome di chi ho votato negli scorsi anni e non mi sono mai interessato delle sue votazioni una volta eletto.

Voto NO

Anche se sono a conoscenza che la maggior parte dei parlamentari eletti sono assenteisti e lavorano tre giorni a settimana.

Voto NO

anche se sono anni che grido e sostengo lo snellimento del ‘pachiderma’ istituzionale.

Voto NO

perché voglio più qualità ma lo stesso numero di deputati, anche se non saprei come, visto che i partiti scelgono i loro galoppini, bloccano le liste e scelgono le loro teste di legno per le loro porcate e per accontentare le lobbies, che li finanziano.

Voto No

Anche se il mio rappresentante in parlamento ha quasi sicuramente votato SI, perché la legge è passata con una larga maggioranza e non mi importa del suo voltafaccia e ora sostiene il NO.

Voto NO

perché il risparmio sarebbe solamente di 82 Milioni circa l’anno (escluse tutte le spese accessorie, non calcolabili), quasi 400 milioni ogni 5 anni e quasi 800 Milioni di euro in 10 anni (sempre escluse tutte le spese accessorie e il mondo che gira intorno ai 300 deputati). Che vuoi che sia, chissà con quei soldi quante scuole, autobus, strade, ospedali si potevano fare, ma voto NO perché si può risparmiare in altri modi ad esempio tagliando gli stipendi, ma nessuno lo fa.Quindi voto NO anche se sono cosciente che solamente il Movimento 5 stelle si taglia lo stipendio e restituisce i soldi.

Voto NO

perché voglio fare un dispetto al Movimento 5 stelle

Voto NO

perché mi stanno proprio sul caxxo sti grillini, incompetenti e incapaci.

Voto NO,

anche se so che il taglio dei parlamentari è il primo passo per poi intervenire sugli stipendi, sui privilegi e sulla nuova legge elettorale che taglierebbe fuori molti partitini al di sotto del 5%.

Voto No

perché la costituzione non si tocca, è vero non si tocca, ma questo è lo snellimento della stessa, che era pensata ad una rappresentanza diversa, dove ancora non esistevano gli eletti nelle regioni. Non si toccherebbe il funzionamento democratico ma solamente il numero troppo elevato di rappresentanti, che alla fine non rappresentano nessuno ma solamente i loro interessi.

Voto NO

anche se conosco il numero medio europeo di eletti e che il taglio ci porterebbe al loro livello.

Voto No

Sono ad un passo dal goal decisivo la palla scorre veloce sulla linea di porta, mi butto in scivolata e invece di buttarla dentro la metto fuori e penso di essere un eroe. Purtroppo ho sbagliato ancora una volta la porta, potevo segnare per la mia squadra ma sono convinto di aver salvato la partita perché sono Tafazzi e, come lui, mi piacciono le bottigliate sugli ‘zebedei’, i miei.

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La ZTL, come spiegarla ai Talebani(come me)

Questa mattina è stata una mattinata movimentata con discussione davanti ad una tazza di caffè con Virginia.

Sono andato a dormire leggendo il post di Enrico Stefàno, persona che apprezzo per le sue battaglie sulla mobilità sostenibile e per un’amicizia di lunga data che nasce agli albori del Movimento romano, mi sono svegliato arrabbiato perché una squadra che governa e amministra Roma non può permettersi questi scivoloni in pubblico.

Come si dice i panni sporchi vanno lavati in famiglia.

Sono amareggiato per quello che ha scritto perché secondo me questi post sono abbastanza inutili, creano orde di fan incalliti pro o contro e sopratutto sminuisce il lavoro costante e presente e aggiungerei enorme dell’assessore alla Mobilità Pietro Calabrese e della sindaca di Roma,

sempre lei, quella ‘strega’, ne combina di ogni.

Provo a spiegarmi, come si sa io vengo spesso attaccato e ‘sbeffeggiato’ per la mia appartenenza talebana al mondo della bicicletta e alle guerre, senza ostaggi e perenni, alle scatolette di metallo che girano indisturbate per la nostra magnifica città.

Addirittura un giornale mi definì un Naziciclista, molto spesso vengo massacrato per prese di posizioni talebane a favore dell’invenzione più geniale di tutti i tempi, la bicicletta.

Quindi direi che formulando questo pensiero non mi si potrà dire: ‘Eh ma lui è uno che va in automobile”.

No proprio no, io la detesto la macchina nelle città.

Le vieterei per costituzione, dal raccordo in giù, non le farei entrare proprio (per i giornalisti, gioco eh!).

Ma per fare questo(magari meno, per non esagerare) bisogna procedere per gradi.

Far capire, passo dopo passo, che chiudere al traffico privato, in alcune zone di Roma, non è proprio così controproducente per le loro attività.

Direi che in questi quattro anni abbiamo dimostrato e fatto capire quale sia la direzione che vogliamo prendere e dove stiamo andando, c’è un problema però.

E’ che siamo pochi, veramente pochi(2-3%) e quindi dobbiamo lavorare per una crescita culturale e massiva della mobilità sostenibile.

Non andare sempre allo scontro frontale a tutti i costi, altrimenti tra un anno ci saranno quelli che sulle ciclabili ci parcheggiano sopra.

Questo è il periodo più grave per la ripresa economica della nostra città, questo è il periodo dove la maggior parte dei negozi di Roma sono al collasso con rischio molto alto di fallimenti, ovunque.

La sindaca, gli assessori, i presidenti e voi consiglieri ora avete il DOVERE di ascoltare TUTTI, ascoltarli e trovare insieme a loro le soluzioni. Siete gli amministratori di tutti e non dei(aihmè) talebani.

I commercianti non sono il nemico della mobilità sostenibile, i commercianti e le piccole imprese ora vanno aiutate e non si può rimanere ancorati SEMPRE fino alla morte al proprio orticello o convinzione.

Dietro a questa apertura c’è un mondo in difficoltà, pesantemente colpito e molti non lo hanno ancora capito perché hanno il sedere al caldo dallo stipendio fisso che per fortuna non manca.

C’è chi si lamenta del tavolino esterno che deturperebbe la via o la vista, chi si lamenta della tassa di occupazione suolo pubblico sospesa, non riuscendo a capire il momento storico, non trovando soluzioni a problemi concreti e reali del momento, ma rimanendo ancorati e aggrappati alle posizioni di principio, che ripeto sono e rimarranno sempre nel nostro DNA.

Quindi se per TRE mesi il varco ZTL rimane disattivato non perdiamo la visione di una città come l’abbiamo sempre sognata, se per un periodo breve diamo respiro è anche per quella parte dei romani che vorremmo capissero che andare con i mezzi, in bici, in monopattino o a piedi è più conveniente per le loro attività ma che ad oggi, ancora non hanno capito.

Non è un procedere a caso come dici tu, è un procedere per gradi.

E se continuiamo a fare muro contro muro, chi non la pensa come noi non lo capirà mai.Capirà solamente che a noi ci piace il monopattino e che non li ascoltiamo.

Chiamala politica, Chiamalo dialogo, chiamala come vuoi, parlare anche con la parte che non ci VOTERA’ mai e se dobbiamo scontentare qualcuno che la pensa sostanzialmente come noi per TRE mesi lo facciamo, ma la nostra direzione non cambia, dobbiamo far cambiare la loro e come? Facendo la guerra? Non credo.

Piuttosto, organizziamo notti bianche, pedonalizzazioni serali di vie dello shopping, nei municipi, facciamo capire che forse togliere le macchine è la strada giusta, portiamoli dalla nostra parte con l’esempio con i dati reali, facciamo iniziative di questo genere. Lo capiranno prima o poi, è il futuro di tutte le città, ora ancora non sono pronti.

Amsterdam ci ha messo 40 anni, noi in 4 stiamo facendo miracoli.

Sono un nazi-talebano della bicicletta ma non credo sia utile sempre e a tutti i costi esserlo

Un abbraccio.

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What is normal?

normalita

Oh bene bene… si torna alla normalità!

Ma siamo sicuri che fosse normale vivere come prima?

Siamo sicuri che stare due ore in fila in automobile fosse così entusiasmante?

Siamo sicuri che passare rinchiusi al centro commerciale il sabato pomeriggio fosse la cosa più bella che la nostra vita ci concedeva?

Siamo sicuri che consumare senza limiti, distruggere ogni singolo centimetro di verde del nostro pianeta sia stato così bello?

Inquinare, gettare immondizia ovunque nei mari, nei fiumi e nei laghi, bruciare rifiuti tossici fosse normalità?

Pensare solamente al successo, al guadagno e passare sopra tutto e tutti sia stata la ragione della nostra esistenza?

Tu sei proprio sicuro che lavorare 8/10/12 ore al giorno è quello che ti manca o magari ti manca la routine giornaliera come il criceto che gira nella sua ruota non sa fare altro?

Sei veramente convinto che non avere più il tempo per stare con i tuoi figli, coltivare un hobby, fare il pane, leggere, dipingere, stare in finestra ad osservare, ad ascoltare musica, aiutare qualcuno, sentirsi parte di qualche cosa, fare del volontariato, avere il tempo per se stessi ed annoiarsi sia quello che desideri?

Vorresti cancellare le tue sensazioni, le tue paure ed emozioni che hai provato in questi mesi e ti vuoi ributtare dentro alla lavatrice, dove non c’è tempo per domandare, per avere dei dubbi, per creare.

Certo non essere liberi di uscire, di socializzare e di lavorare alla lunga è devastante, ti senti escluso da un sistema, un sistema talmente fragile che è bastato un bastardo ed insignificante virus per farlo saltare.

Però c’è stata data una possibilità in questo periodo.

La possibilità di guardarci dentro.

Ci è stato regalato il tempo, per noi stessi, per la nostra famiglia.

Quel tempo che non avevamo perché era tutto faticosamente incastrato.

Oggi sei più di quello che eri due mesi fa e non te ne accorgi, vorresti ricominciare a vivere come prima, sei proprio sicuro?

Se ti guardassi allo specchio ora cosa vedresti?

Sei la stessa persona o sei cambiato?

Come vorresti ricominciare?

Uguale a prima?

Io non credo,
sfrutta l’occasione e agisci in modo che le tue scelte possano cambiare la tua storia e la storia di questo mondo, del tuo paese, della tua città o del tuo quartiere e delle persone . Fai qualcosa che prima non facevi. ti accorgerai che sarà possibile

Prima non era normalità, era solo abitudine.

Quindi cos’è la normalità?

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Sono il re!

corona

 

SONO IO IL RE!

Mi avete dato un nome importante,

CORONA VIRUS COVID 19,

già Corona,

come quella che si poggia sul capo dei RE.

Eppure io mi sento così piccolo, quasi insignificante.

Ho il potere dei RE, vi ho fatto capire in questi giorni chi comanda.

Sono piccolo si, ma ho un grande potere.

Vi ho terrorizzato, siete tutti rinchiusi in casa,

vi sto facendo capire quanto siete fragili,

vi sto facendo capire che tutta la vostra prosopopea si può distruggere in pochi mesi,

avete devastato ogni singolo centimetro della vostra casa senza ritegno,

girate nelle città come pazzi, senza fermarvi mai,

avete distrutto km di foreste costringendo animali selvatici a migrare e a vivere vicino a voi,

ed eccomi qui, sono arrivato, ho preso il potere.

Ora siete costretti a stare fermi,

si per colpa mia, sono il RE.

Stop! Comando io.

Sono il RE perché così piccolo e insignificante vi ho tolto tutte le vostre certezze,

vivevate in un castello di carta,

è bastato soffiare e…

PUFF,

siete crollati, in un secondo.

Ora girerò ancora per qualche tempo,

poi andrò via,

si lo farò,

farò probabilmente molte vittime ma tra un po’ andrò via lasciandovi la possibilità di rinascere.

Rinascerete,

perché la vita non si ferma,

con difficoltà,

mi auguro una cosa però…

che questa lezione vi sia d’aiuto per ricominciare in maniera diversa.

In questi tempi state riscoprendo cosa significa stare insieme,

state scoprendo cosa significa un abbraccio, un bacio, una cena ad un ristorante, un sorriso tra persone, fare il pane in famiglia, dedicare più tempo ai propri figli.

Vi auguro di vivere un nuovo rinascimento,

non quello della rincorsa alla crescita,

al guadagno a tutti i costi ma il rinascimento dell’anima e della fratellanza,

al vivere con più consapevolezza.

A godersi ogni attimo ed ogni respiro, ad essere grati di poterlo fare, ogni giorno.

Respirate, passerà tutto.

Siete sulla stessa barca,

io ve l’ho fatto capire,

c’è voluto poco.

Respirate e quando me ne andrò ricordatemi come un grande RE,

come quello che ha insegnato ad una popolazione intera ad amarsi, piangere e ad essere uniti sotto lo stesso cielo, ce la farete,

Corona, detto Covid 19, il RE.corona

 

MoVimento 5 stelle · roma · Uncategorized

Genitori che fanno i genitori

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Oggi ho ricevuto un bel messaggio da parte di un amico che non sentivo da moltissimo tempo.

Questo messaggio lo voglio rendere pubblico perché mi fa sperare in un mondo migliore,  mi fa sperare e non mi fa sentire solo. Spero che faccia lo stesso effetto a persone che magari qualche volta si domandano se sono dei buoni genitori.

Dopo la lettera di Virginia al giornale Leggo, che invito a leggere, questa persona mi scrive queste parole bellissime:

Andrea caro, spero mi perdonerai il messaggio privato, ma non avevo altro modo di contattare te e soprattutto tua moglie, la nostra sindaca. No stai sereno, non approfitterei mai di un mezzo privato come FB,della tua gentile amicizia, o dei nostri trascorsi comuni per fini prvati o per cercare una via diretta magari per i miei interessi scavalcando istituzioni o persone deputate a raccogliere ,le mie istanze. Scrivo a te qui perchè mi va di farti arrivare la mia voce, perchè spero che in momenti come questi la goccia di questo messaggio possa fare, seppur minima, la differenza. Ho visto in questi anni la tua militanza, il tuo attivismo, il tuo sostegno prima alla nostra sindaca e poi, ovviamente, alla donna che ami. E l’ho sempre apprezzato. Sono stato un mitante anche io e sono stato un uomo innamorato, ma non scrivo a te, per te. No scrivo al militante che è in te per dire grazie a Virginia. E perchè so che tu queste parole gliele farai arrivare. io l’ho votata Virginia. E mi conosci, sai che la mia estrazione e la mia formazione politica vengono da una parte distante. Eppure l’ho votata convinto, l’ho votata per l’onestà convinto dal suo metterci la faccia, dalla sua voglia. Mi sono anche emozionato con tutti voi, ma sempre nell’ombra, sempre a distanza, come il cittadino che si tiene lontano dai giochi della politica. ma oggi ti scrivo. Perchè ho letto la lettera di Virginia a Leggo, e , se tu non ti ingelosissi, me l’abbraccerei tutta. Si ho un figlio di 14 anni, si vivo ai Parioli, si, mio figlio ha la macchinetta. Ma non è truccata, fa 43 Km all’ora in discesa. mio figlio non si droga, è un atleta è campione italiano jr di surf da onda, mio figlio non beve. E si, lo fermano ogni mattina. E si, due volte ha fatto tardi a scuola, Eppure la la mia risposta da padre è stata la stessa di Virginia: ” Se ti fermano, quando ti fermano, ringrazia gli agenti ogni mattina. Lo fanno per te, per voi. Per evitare che qualche imbecille di amico tuo faccia qualche casino irreparabile e si rovini la vita a lui e magari a tutti voi. Meglio perdere 10 minuti che un amico o dieci anni. E alzati prima se non vuoi fare tardi”. Una sola risposta ” ho capito, papà” E così anzichè alle 8 esce di casa da una ventina di giorni alle 7.45. In silenzio, disciplinato come solo gli atleti sanno essere. E quello ” perchè state tranquilli io quei controlli li rinforzerò” mi ha spinto a sciverti. Dille grazie, dille brava, dille tutto quello che non c’è sui giornali. E dille un’altra cosa,  Ho lavorato da Veltroni a Rutelli ad Alemanno a Marino ed ora con Virginia. beh, l’umanità, la disponibilità, la preocupazione per la città che ho trovato nei suoi ragazzi non l’ho mai trovata. mai. Si , qualcosa l’ha sbagliata, come tutti gli altri. tanto ha fatto e tu sai che sui giornali non uscirà mai. lo hai toccato con mano a che livelli arrivano la disinformazione e l’ostracismo per chi non è allineato. io Virginia la rivoto, e rivoto la persona, non l’idea. Diglielo, e ringraziala. Non sarò l’unico ad essere onesto ed ad amare Roma come voi, no? e se non ce la dovessimo fare non siamo sconfitti dalla gente, amico mio, ma dall’ignoranza. Da chi non vede la prevenzione a tuo favore nel fermo da parte della polizia ma vede che mi fai far tardi a scuola. Saremo sconfitti da chi scambia una rapina a 16 anni per una ragazzata ed attacca chi lo stato lo difende. Ed essere in minoranza e quindi sconfitto da chi pensa così, permettimi, non è una sconfitta, è una viottoria. Ti abbraccio, a presto”

Ecco queste parole sono di un GENITORE, con tutte le lettere maiuscole, grazie!

Chapeau!

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CONSENSO O CONSAPEVOLEZZA?

dubbio

Torno a scrivere dopo le elezioni regionali che ci sono state in Emilia Romagna e in Calabria. Sono stati giorni di riflessione, un po’ tristi per la verità, mi sono domandato dove e quali errori così gravi avessimo fatto per avere numeri del genere.

E’ mai possibile che la restituzione dei soldi (ormai ho perso il conto), il reddito di cittadinanza, il taglio dei parlamentari, la prescrizione, il decreto dignità, il blocco dell’Iva, gli sgravi sulla busta paga, lo spazza corrotti non abbia suscitato l’approvazione delle persone?

Cosa avremmo mai fatto di male? Abbiamo arrestati? Processati in giro? Amicizie scomode, contatti con le lobbies?

Quali sono le colpe che gli emiliani e i calabresi ci imputano?

E’ tutto sbagliato quello che abbiamo fatto?

La risposta è NO! Gli errori ci sono stati, nessuno ne è immune, non si discute, ma la risposta è NO decisamente NO!

E allora che succede?

Provo a dire la mia in un mare di parole che puntano il dito contro qualcuno o contro qualche mossa errata.

La risposta secondo me è in queste due parole: Consenso e Consapevolezza.

Il Consenso arriva veloce, ti sbatte in prima pagina, è effimero, ti seduce ma in fretta ti getta via.

La Consapevolezza arriva lenta, non è in prima pagina, è un percorso e una volta che ti raggiunge non ti molla più.

Noi, dobbiamo puntare sulla consapevolezza, il consenso lo dobbiamo lasciare ai professionisti della politica.

Avevamo avuto il consenso con le elezioni nazionali, non siamo stati in grado di infondere la consapevolezza alle persone. Abbiamo inseguito il consenso, giorno dopo giorno, prima dietro alla Lega, per il consenso ci siamo venduti l’anima inseguendo gli argomenti del felpato. Non abbiamo mai puntato sulla consapevolezza.

Eppure noi nasciamo come un gruppo di cittadini informato, che non insegue il consenso, che non fa a gara con chi la spara più grossa.

Quindi dovremmo tutti farci delle domande, perché non riusciamo più a rendere consapevoli le persone, a renderle partecipi del cambiamento.

Vogliamo il consenso o la consapevolezza?

Io penso che dovremmo ripartire da capo, ritornando a parlare alle persone dei nostri punti fondamentali. Perché persone consapevoli non ti chiedono il favore sotto casa, persone consapevoli non pensano a se stesse ma alla comunità, persone consapevoli non subiscono passivamente, reagiscono.

Abbiamo bisogno di persone consapevoli e non di consenso.

Faccio un paio di esempi semplici:

DIMINUZIONE TRAFFICO:

Ti votano perché in campagna elettorale prometti di ridurre il traffico.

Se le persone ti votano, può succedere che tu per diminuire il traffico cominci a fare la guerra alle doppie file, cominci a costruire piste ciclabili, cominci a mettere più corsie preferenziali , più autobus, più bike sharing, cominci a ridurre in maniera sostanziale l’uso del mezzo privato etc. tutte misure che se non hai cittadini consapevoli ti portano alla perdita di consenso.

TASSA INQUINAMENTO

Ti votano perché in campagna elettorale prometti di fare la lotta a chi inquina di più.

Se le persone ti votano per questo, può succedere che tu cominci a fare delle azioni per tassare chi inquina di più, aumenti sanzioni per chi produce troppi imballaggi, disincentivi l’uso di automobili inquinanti, pensi alla tassa sulla plastica, disincentivi gli  acquisti non ecosostenibili, tassi chi sprec  etc.

Misure che se non hai cittadini consapevoli ti portano alla perdita di consenso e

che se si punta a questo non riuscirai MAI a realizzare queste misure.

Quindi ci sono tre domande che ci dobbiamo porre:

  1. A che serve avere consenso senza consapevolezza??
  2. Come facciamo a rendere i cittadini consapevoli?
  3. Continueremo con la politica delle promesse alla ‘Cetto’ per coltivare il proprio orticello o vogliamo ‘formare’ cittadini consapevoli?

Agli stati generali bisognerebbe parlare di questo, come facciamo a portare l’italiano medio alla consapevolezza?

Come facciamo a non inseguire a tutti i costi il consenso?

Se parliamo solamente di ruoli e di come riprendere i voti per avere solo dei voti ‘vuoti’ non riusciremo mai a cambiare questo paese.

Prima la consapevolezza, poi il resto arriverà,

lento ma arriverà.

Notte stellata

 

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Ti lamenti…

Il lamento è terapia,
ti aiuta a non guardarti mai allo specchio.
Il lamento ti coccola.
Lamentarsi protegge dal cambiamento che dovresti adottare per migliorare il tuo modo di essere e di comportarti in una comunità chiamata CITTA’.
Ti lamenti per qualsiasi cosa,
Ti lamenti delle corsie preferenziali perché non hai mai preso un autobus.
Ti lamenti delle piste ciclabili perché non hai mai avuto la voglia di uscire in bicicletta,
Ti lamenti del blocco del traffico perché non puoi andare con i mezzi al lavoro ma non ti ho mai sentito dire una parola per i morti da inquinamento, per il riscaldamento globale,  per i disastri ambientali,
Ti lamenti delle multe perché l’avevi lasciata solo 5 minuti in doppia fila,
Ti lamenti degli autovelox perché non si può andare così piano in città,
Ti lamenti dei ciclisti in mezzo alla strada per il motivo di cui sopra,
Ti lamenti delle videocamere perché non vuoi essere controllato e imprechi se ti arriva la multa perché sei passato in una zona dove non potevi,
Ti lamenti se un pedone ti fa frenare mentre attraversa ma non ti ho mai sentito arrabbiato per i morti in strada che ci sono nella tua città,
Ti lamenti per i lavori stradali perché poi come fai ad arrivare in tempo ma non ti interessa se prima erano mai stati fatti,
Ti lamenti della mondezza ma non sai cosa significa, fare la differenziata,
cosa significa ridurre e produrre meno rifiuti,
riciclare e riusare,
non fai nulla di concreto per migliorare la situazione,
continui a buttare le cicche per terra, a gettare i rifiuti ovunque, lasci i mobili per strada, dai le tue cose agli svuota cantine per non andare all’isola ecologica,
Ti lamenti per ogni cosa che possa toccare il tuo mondo,
Ti lamenti perché cambiare le tue abitudini e il tuo modo di fare è difficile.
Ti lamenti perché alla fine rimanere nella tua zona di comfort è bello e non vuoi uscirne, è come quando devi scegliere se guardare la TV oppure studiare, informarti, leggere ed essere attivo, preferisci il divano e spegnere il cervello per quelle ore che ti separano dal giorno in ufficio, il resto non conta.
Meglio essere passivi, rimanere nel proprio bozzolo.
Continua a lamentarti,
però non mi dire niente,
non voglio essere il tuo cestino dove getti la tua rabbia,
non voglio essere il tuo alibi.
Ti direi cambia, ma forse, nel farlo, ti lamenteresti comunque.
stress