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ROMA CICLABILE SU GOOGLE MAPS

Finalmente Google Maps nei tragitti contempla anche gli spostamenti in bicicletta!

Questa è una grandissima notizia che aiuterà molte persone a capire che spostarsi in bici a Roma è semplice e funzionale.

Un grande passo verso la mobilità sostenibile per lasciare sempre più spesso a casa la scatoletta di metallo.

Perché non provi anche tu?

Come funziona? Semplice

1- Vai su https://maps.google.it/

2- clikka su Indicazioni Stradali

3 – Inserisci il percorso e seleziona il simbolo della bicicletta

Ti appariranno vari percorsi, scegli il più breve, quello meno stressante e parti.

Semplice no?

Roma sempre più Capitale d’Europa.

Avanti tutta!!

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Click day o ‘arraffa’ day?

Oggi è andato in scena il famoso click day per il bonus mobilità, con molte difficoltà iniziali il sito non ha retto l’enorme afflusso di persone che hanno cercato in tutte le maniere di accaparrarsi lo sconto del 60% con un rimborso massimo di 500 Euro per il buono mobilità.

Leggo ovunque tantissimi commenti critici sul metodo,

sui problemi che ci sono stati,

sull’opportunità o meno di elargire soldi in queste cose futili, futili secondo alcuni dementi con limitate capacità cognitive, in questo momento così delicato.

Non ho letto però da nessuna parte un’autocritica strutturata sul nostro comportamento che forse ci dovremmo porre come popolo.

Mi immagino la Svezia come paragone, ma forse è troppo, mi chiedo cosa avrebbero fatto loro.

Questo buono dovrebbe essere utilizzato per MUOVERSI nelle città in maniera diversa, sostenibile, alternativa alle automobili.

Dovrebbe incentivare, insieme alle politiche di mobilità di ogni città, l’uso alternativo alla scatoletta di metallo.

Oggi erano collegate contemporaneamente oltre 600.000 mila persone,

600.000 persone che dovrebbero muoversi in città o nei paesi in maniera sostenibile.

Li vedremo mai? Ho molti dubbi.

Chi di queste persone lo farà veramente?

Chi dopo aver ricevuto il rimborso od ottenuto il voucher userà la nuova bicicletta o il nuovo monopattino elettrico?

Ho tante conoscenze nel mondo delle due ruote,

persone che hanno già un mezzo di trasporto(si la bici è un mezzo di trasporto), persone che magari non avevano bisogno del buono, persone che pur di avere qualcosa, ‘arraffano’ nel senso più consumistico della parola.

Si perché non basta avere, serve avere ancora di più.

E quindi tutti in fila ad intasare la linea, non importa che questa sete all’accaparramento tolga a qualcun altro, che probabilmente aveva più bisogno di noi.

No a quello proprio non ci si pensa,

si inveisce sul sito che si blocca perché c’è il rischio di pagarsi per intero la quinta o sesta bicicletta.

C’è il rischio che il papà benestante lasci la bici fiammante dei figli in garage senza essere rimborsato.

E’ un bonus mobilità, non è Natale.

Questo è un patto, tra lo Stato e il cittadino.

Ti do i soldi ma tu in cambio ti muovi in maniera diversa.

E’ un modo per aiutare le persone a cambiare stile di vita, non a pagarsi le bici nuove per tenerle in soffitta o in garage tra polvere e ragnatele, è un invito ad usarle giornalmente, non di usarle la domenica al parco.

Tu che stai richiedendo i soldi, lo farai? Lascerai a casa l’automobile?

Ci lamentiamo che il sito oggi è andato in tilt, io mi lamenterei della nostra triste realtà.

Non ci basta mai nulla e se c’è da prendere, si prende senza pensare,

l’importante è ‘arraffare’.

Si chiede di cambiare ma anche da questo si vede se un popolo sta cambiando.

E purtroppo la mia sensazione è che ci voglia ancora tanto tempo.

Buone pedalate, soprattutto a quelli che hanno deciso di farlo, davvero.

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Tafazzi? Sono io…

Ciao,

io voto NO

perché meno parlamentari equivale a meno rappresentanza territoriale. perché ad esempio a Bolzano si è presentata la Boschi, classico esempio di deputato vicino al mio territorio.

Voto NO,

Anche se non conosco il nome di chi ho votato negli scorsi anni e non mi sono mai interessato delle sue votazioni una volta eletto.

Voto NO

Anche se sono a conoscenza che la maggior parte dei parlamentari eletti sono assenteisti e lavorano tre giorni a settimana.

Voto NO

anche se sono anni che grido e sostengo lo snellimento del ‘pachiderma’ istituzionale.

Voto NO

perché voglio più qualità ma lo stesso numero di deputati, anche se non saprei come, visto che i partiti scelgono i loro galoppini, bloccano le liste e scelgono le loro teste di legno per le loro porcate e per accontentare le lobbies, che li finanziano.

Voto No

Anche se il mio rappresentante in parlamento ha quasi sicuramente votato SI, perché la legge è passata con una larga maggioranza e non mi importa del suo voltafaccia e ora sostiene il NO.

Voto NO

perché il risparmio sarebbe solamente di 82 Milioni circa l’anno (escluse tutte le spese accessorie, non calcolabili), quasi 400 milioni ogni 5 anni e quasi 800 Milioni di euro in 10 anni (sempre escluse tutte le spese accessorie e il mondo che gira intorno ai 300 deputati). Che vuoi che sia, chissà con quei soldi quante scuole, autobus, strade, ospedali si potevano fare, ma voto NO perché si può risparmiare in altri modi ad esempio tagliando gli stipendi, ma nessuno lo fa.Quindi voto NO anche se sono cosciente che solamente il Movimento 5 stelle si taglia lo stipendio e restituisce i soldi.

Voto NO

perché voglio fare un dispetto al Movimento 5 stelle

Voto NO

perché mi stanno proprio sul caxxo sti grillini, incompetenti e incapaci.

Voto NO,

anche se so che il taglio dei parlamentari è il primo passo per poi intervenire sugli stipendi, sui privilegi e sulla nuova legge elettorale che taglierebbe fuori molti partitini al di sotto del 5%.

Voto No

perché la costituzione non si tocca, è vero non si tocca, ma questo è lo snellimento della stessa, che era pensata ad una rappresentanza diversa, dove ancora non esistevano gli eletti nelle regioni. Non si toccherebbe il funzionamento democratico ma solamente il numero troppo elevato di rappresentanti, che alla fine non rappresentano nessuno ma solamente i loro interessi.

Voto NO

anche se conosco il numero medio europeo di eletti e che il taglio ci porterebbe al loro livello.

Voto No

Sono ad un passo dal goal decisivo la palla scorre veloce sulla linea di porta, mi butto in scivolata e invece di buttarla dentro la metto fuori e penso di essere un eroe. Purtroppo ho sbagliato ancora una volta la porta, potevo segnare per la mia squadra ma sono convinto di aver salvato la partita perché sono Tafazzi e, come lui, mi piacciono le bottigliate sugli ‘zebedei’, i miei.

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Le risorse sono finite oggi.

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Oggi è l’ Overshoot day.

Cos’è?

Oggi l’uomo,

ha utilizzato tutte le risorse naturali che la Terra può rigenerare nel 2019.

In altre parole,  abbiamo consumato tutte le risorse che possiamo produrre entro 31 Dicembre 2019, in pratica ci siamo mangiati tutto prima della fine dell’anno a Luglio.

E questa data si accorcia sempre di più, è passata dal 21 Dicembre nel 1971 ad oggi.

Chi più chi meno, consuma senza tregua, non pensando alle conseguenze.

Secondo il Global Footprint Network, l’Italia ha raggiunto il suo Overshoot Day 2019 già il 15 maggio. Per soddisfare i consumi degli italiani, servono le risorse di 4,7 paesi come l’Italia. Solo il Giappone al mondo consuma di più in rapporto a quello che produce: 7,7 volte. Dopo vengono Svizzera (4,6), Gran Bretagna (4,0) e Cina (3,8). In media, tutto il mondo consumerà nel 2019 le risorse di 1,75 pianeti.

In termini assoluti, il paese che consuma di più sono gli Stati Uniti. Se tutto il mondo consumasse come loro, servirebbero le risorse di 5 pianeti.

Continuate a parlare di crescita,

ma il mondo come lo conosciamo non è infinito,

ha un suo limite e noi questo limite lo superiamo ogni anno.

Un sistema finito non può essere considerato fonte inesauribile.

Ecco perché bisogna cominciare a parlare di Decrescita,

di ricalcolare gli indici economici e di sviluppo sostenibile.

Ma quando parli di queste cose ti vedono tutti come un alieno,

la decrescita felice non è tornare all’età della pietra ma è ripensare e ricostruire un modello di sviluppo sostenibile ed equo.

Extraterreste portami via diceva Finardi,

forse è l’unica strada percorribile vista l’ottusità che regna nei potenti della terra.

 

 

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Analisi fredda ma non troppo

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Ancora con gli occhi cisposi e stanco per due giornate al seggio scrivo questa analisi fredda ma non troppo.

Non troppo perché la mia prima reazione è stata: Ma a che serve tutto questo?

Uscito dalla sezione avrei voluto gridare un grande andate tutti a  F———!

Perché stai buttando il tuo tempo dietro a persone così superficiali che non vanno mai in profondità sulle cose e si fermano solo all’apparenza?

Perché basta sparare caxxate in tv e vincere?

Perché dopo le ultime vicende giudiziarie si continua a votare questa gente?

Perché come genitori stiamo sacrificando tempo a nostro figlio e sopratutto per CHI lo stiamo facendo?

La rabbia è veramente tanta, questa mattina le prime parole che ci siamo detti sono:

Che incubo!  Nulla più, sguardi bassi e morale a terra.

Vedo facce super sorridenti in televisione, finalmente l’incubo 5 stelle secondo loro è svanito.

Ora la mia analisi fredda, freddissima, perché oggi mi sento veramente male, è questa.

Ha senso ancora stare in questo governo?

Io valuterei un’uscita dignitosa e se proprio vogliamo rimanere valuterei di riportare il movimento ad essere il movimento che lavora con la rete dei cittadini, eviterei questa lenta e incontrovertibile agonia. Perderemo credibilità? Mai come lo abbiamo fatto in questo anno rincorrendo Salvini sul suo terreno.

Quando Salvini ci porterà su temi come TAV, autonomie del nord,  sicurezza bis e temi lontani anni luce dalla nostra visione di futuro noi come ci comporteremo?

Andremo dietro a loro perdendo ancora consensi oppure stacchiamo la spina da subito?

Non possiamo cedere al ricatto, il contratto va rispettato?

Bene non permettiamo di essere i suoi ostaggi. Continuiamo a parlare alle persone da Movimento e non come partito.

Siamo entrati nel loro campo e ci hanno sparato alle spalle, ci siamo cascati come fessi.

Abbiamo tralasciato le nostre battaglie e stiamo cedendo su molti temi promessi in campagna elettorale.

Gli italiani ci confermano che hanno bisogno di un leader e continuano a dirci che senza un leader si sentono persi, noi abbiamo sempre detto il contrario.

Forse le fragole ancora non sono mature, perché le fragole hanno bisogno di molta luce e non di piccoli sprazzi di sole che con molta difficoltà abbiamo irradiato in questo ultimo anno al governo. Il reddito è arrivato ma evidentemente ancora non è stato spiegato bene, parliamo, comunichiamo.

Molte fragole nascono nelle serre e non all’aria aperta nei boschi, sono abituate ad essere riparate dal vento e dal freddo. Non sono forti ancora per stare all’aperto.

Sono due tipi di società completamente diversi, noi vogliamo che ogni testa pensante riesca a capire cosa gli succede sotto casa, che sia informata, riesca ad occuparsi del bene pubblico, riesca ad essere attiva, riesca a costruire una comunità solidale senza muri e pistole,  non vogliamo un cittadino passivo che se ne frega perché tanto ci pensa qualcuno.

Questa società si basa ancora su questo schema dell’uomo’ forte al comando, del primo in lista che mai andrà al parlamento europeo, del super eroe che risolve i problemi di tutti.

Questo tipo di società non potrà mai essere vincente, sarò sempre fallimentare.

Questo voto conferma che non siamo pronti, l’italiano ha paura di cambiare, ha paura di guardarsi allo specchio e di cambiare le proprie abitudini, i cambiamenti spaventano, per questo votano chi gli da sicurezza(Dio/famiglia/patria/muri tra persone)perché in fondo sta bene così, il suo orticello bello se lo coltiva, degli altri non interessa.

Prima di tutto c’è l’IO e non il ‘NOI’, c’è la sgomitata e non l’abbraccio e finché non si prenderà coscienza trasformando la società in un una società solidale e informata non riusciremo mai a realizzare quello che è nei nostri sogni.

Ci siamo chiusi come un partito tradizionale, ci siamo uniformati a quelli che abbiamo sempre combattuto, il partito non è il movimento, ricordiamoci la nostra costituzione:

”Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi”

Siamo cambiati moltissimo forse un analisi andrebbe fatta tutti insieme.

Ora torno a disperarmi ma non si molla un centimetro.

 

 

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Autocombustione, l’aiuto che servirebbe a Roma.

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(foto IlFattoquotidiano.it)

Stanotte è andata a fuoco una discarica abusiva, posta sotto sequestro.

E’ squillato il telefono e anche questa giornata l’abbiamo passata male, con una rabbia che non ci da tregua perché a volte ci si sente impotenti davanti a questi disastri ambientali.

L’autocombustione non esiste sui rifiuti e sulle discariche abusive,

c’è evidentemente un disegno preciso.

E’ un colpo a Roma, l’ennesimo.

Numeri da guerra civile:

600 cassonetti bruciati,

due TMB incendiati (Rocca Cencia e Salaria),

atti di vandalismo ai mezzi ama, questi sono numeri impressionanti.

La procura indaga per boicottaggio contro il comune di Roma.

Qui però lo stato non può abbandonare Roma in questa lotta.

E quando si grida nel deserto e si parla di attacco al cuore di Roma a volte è complicato trovare soluzioni senza un aiuto concreto, qualcuno ascolti le parole gridate ad alta voce ormai da due anni abbondanti.

Serve l’aiuto di tutti.

I ministri facciano i ministri e non i capi politici.

Ho assistito a dichiarazioni di un ministro, che pur di andare contro Roma, ha preferito non rinegoziare il debito della capitale con le banche, questo avrebbe portato benefici a tutti gli italiani, addirittura quasi tutti i capi politici delle opposizioni si sono schierati a favore perché hanno capito la gravità della situazione di Roma, ma lui no.

E’ normale che un ministro della repubblica italiana si comporti così solo per ripicca? (SIRI)

Io non credo.

E’ ora di agire nell’interesse esclusivo della nazione.

Questo gioco al massacro non è più accettabile.

Roma merita, come capitale, un trattamento da capitale.

Servono soldi e investimenti per bonificare le oltre 100 discariche abusive esistenti, servono soldi per impiegare l’esercito in zone critiche, servono soldi per le telecamere.

Bisogna togliere l’ossigeno a questi criminali.

Non si gioca sulla nostra pelle.

Quei due mld risparmiati magari potrebbero servire per investire nella sicurezza e nella bonifica delle discariche abusive.

Ricordo il giuramento dei ministri che al momento della promessa davanti al capo dello stato dichiarano:

Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione.»

Ecco ora bisogna passare ai fatti, nell’interesse esclusivo della nazione.

Più soldi per Roma significa combattere ad armi pari contro la criminalità che gira intorno ai rifiuti.

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Semplicità…una parola rivoluzionaria

digilander.libero.it

L’altra sera mi trovavo alla stazione per tornare a casa,mi è capitato tra le mani un giornale che distribuiscono gratuitamente e ho letto una bella intervista all’ambientalista Vandana Shiva.

Ho letto un suo libro un po’ di tempo fa, una signora molto preparata e devastante per le cose che dice e  per la semplicità di come fa capire cose molto complesse.

Nel suo paese, l’India, si sono suicidati 270 mila contadini dal 1995. Queste le sue parole:

Analizzando la crisi del 91 scoprii che un terzo del debito erano spese imposte dalla banca mondiale per finanziare infrastrutture costruite da imprese estere.

In questo caso si può ben parlare di debito di democrazia al servizio di interessi e profitti.

Continua dicendo: Come per la vostra TAV.Bisogna chiedersi: è nata da un bisogno democratico o dalle richieste a livello europeo di un incremento delle infrastrutture italiane?

Quante aziende italiane effettivamente vi partecipano? Quanta ricchezza porta alla comunità?

Ci hanno spiegato che abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi, da qui l’esigenza dell’austerità.

Bisogna distinguere austerità e semplicità.

La semplicità garantisce il benessere rinunciando al superfluo.

L’austerità è imposta dall’esterno per finanziare altri progetti ad esempio la tav.

Per me, continua Vandana Shiva, l’austerità è violenta e immorale perchè spinge la società verso il circolo vizioso dell’indebitamento, perché privatizza i servizi vitali, acqua, salute, educazione.

Quando dico tornare alla terra penso alla necessità di uscire dal sistema di schiavitù della finanza, una grande fabbrica di fiction, come Hollywood, che ha creato tragedie per molti e successi per pochi.

E’ l’arroganza del broker che viene in Italia per cambiare il sistema perchè lui possa fare più soldi, mentre si allargano le differenze tra ricchi e poveri come mai in Europa.

Il punto è cambiare mentalità.

In Italia, la vostra forza è stata la creatività e l’artigianalità.

Ma l’attuale sistema di globalizzazione ne uccide la creatività e la dignità del lavoro.

Dalla filiera alimentare invece si può ripartire per creare lavori con un significato ed un rispetto della terra.

O si continua con questa economia fittizia basata sul furto delle risorse alla terra, e alle persone, con il meccanismo del debito, o ci muoviamo verso un economia che ridia valore alla natura.

Questa intervista a questa donna è fantastica, queste parole semplici sono rivoluzionarie,

la semplicità è rivoluzionaria e noi dovremmo ripartire dalla semplicità delle cose.