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I soldi del recovery valgono una crisi

Purtroppo prima c’era il bevitore dell’acqua del Po,

ora c’è questo personaggio che minaccia di ritirare i ministri e sicuramente domani lo farà.

Aprendo una crisi in piena emergenza sanitaria.

Ci risiamo.

Ci sono riusciti nuovamente,

sono riusciti a spolparci, a far parte dei loro sporchi giochi, ma non potevamo fare altro.

Purtroppo, per una legge elettorale infame,

che non ci ha permesso di governare con una stabilità numerica che non abbiamo mai avuto e che non potevamo avere, siamo di nuovo al punto di partenza.

Ci ritroviamo ancora una volta in balia di questi squali della politica.

Siamo nelle mani di un partito che ha il 2% ma che tiene l’Italia in bilico.

Ci sono i soldi del recovery, ci sono soldi che fanno gola,

sono tanti.

Ci sono mani impastate ovunque.

C’è la politica quella sporca, quella che gioca con la salute e il futuro del nostro paese.

Che non guarda in faccia nessuno.

Non c’è la politica quella vera, quella dei territori, quella della gente per la gente.

Non c’è più.

Siamo al ricatto.

Non c’è più la politica, quella che mette ogni singolo parlamentare davanti al fatto che sono li dentro per una missione, per servire il proprio paese e mettere l’interesse pubblico davanti ai propri interessi.

C’è una crisi per i sporchi fottutissimi soldi.

Sono amareggiato, soprattutto perché si sta cercando di buttare giù un presidente del consiglio che non esisteva da anni.

Una figura rispettata, che finalmente riportava l’Italia ai vertici europei, che è riuscito a gestire una situazione mai gestita da nessuno e molto meglio dei suoi colleghi mondiali,

una persona stimata dalla maggior parte degli italiani,

nonostante il caos che questo virus ha creato nella nostra nazione.

Rabbrividisco all’idea di chi possa venire dopo.

Noi non molliamo come cittadini, ma questi maledetti li dobbiamo cacciare con il voto democratico, la prossima volta pensateci bene quando ci saranno le elezioni.

Io non li voglio più vedere. Spero anche voi